Una sala parto fai-da-te economica per Poecillidi e non solo.
Nell’allevamento dei Poecilidi, la nascita degli avannotti rappresenta spesso un momento delicato. Guppy, Endler, Platy e Molly sono pesci prolifici e, soprattutto negli acquari comunitari, gli avannotti appena nati possono diventare facilmente preda degli stessi adulti. Le comuni nursery in plastica disponibili in commercio risolvono in parte il problema, ma presentano spesso un limite evidente: lo spazio estremamente ridotto destinato alla femmina gravida e il suo conseguente stress.

Per puro caso ho trovato una soluzione semplice, economica e facilmente realizzabile che consiste nell’utilizzare materiali di uso comune, trasformandoli in una vera e propria sala parto di dimensioni maggiori: un semplice secchio per alimenti e un comune portafrutta in metallo
Opportunamente adattato, il secchio costituisce il contenitore principale per gli avannotti che nascono, mentre il portafrutta svolge una funzione fondamentale: creare una superficie di separazione che consente agli avannotti di allontanarsi rapidamente dalla femmina senza essere predati dagli altri adulti; il suo coperchio chiude perfettamente la base ed evita che i pesci saltino fuori dal contenitore.
Il vantaggio più evidente rispetto alle piccole nursery tradizionali è rappresentato dall’ampio volume a disposizione. Una femmina anche non prossima al parto può rimanere all’interno del contenitore disponendo di uno spazio decisamente maggiore rispetto a quello offerto dalle classiche nursery in plastica e senza lo stress del maschio come nelle grosse nursery industriali. Questo permette al pesce di muoversi liberamente, riducendo almeno in parte lo stress legato alla permanenza nello spazio angusto di una normale nursery.

Il contenitore della frutta è utilizzato come elemento divisorio. La sua struttura crea una sorta di piano o griglia attraverso il quale gli avannotti possono raggiungere una zona protetta, mentre gli adulti rimangono nella parte superiore. In questo modo non è necessario affidarsi esclusivamente alla vegetazione artificiale o a reti di fortuna per impedirne la predazione ma possiamo racchiudere senza pericoli le femmine all’interno del contenitore della frutta il cui coperchio chiude perfettamente la base.
Ovviamente, il secchio deve avere il giusto diametro per mettere a disposizione della femmina un buon volume d’acqua e deve essere per alimenti, perfettamente pulito e privo di residui di detergenti o sostanze chimiche. Il portafrutta, invece, deve essere di diametro adatto e privo di saldature o parti taglienti, punti di ruggine, spigoli o estremità che potrebbero ferire i pesci.
Per una “degenza” a lungo termine utilizzo un aeratore o un piccolo filtro ad aria all’interno del secchio che mi permette di mantenere stabili i parametri chimico-biologici per molti giorni.

Un ulteriore vantaggio di una struttura più grande è la possibilità di inserire alcune piante acquatiche come muschi, Egeria sp., Ceratophyullum sp. ecc. offrendo tranquillità alle femmine e permettendo una facile separazione dei pesci e la facile raccolta degli avannotti semplicemente sollevando la base.
Ho risolto con materiali semplici uno dei problemi più comuni nell’allevamento dei Poecillidi: proteggere gli avannotti senza stressare la femmina in uno spazio eccessivamente ristretto.
Il progetto è nato casualmente per le Limia perugiae che tendono ad essere di dimensioni più grandi rispetto ai comuni poecilidi a rilasciare lentamente i piccoli, necessitano quindi di molto spazio e di più tempo per partorire i piccoli rispetto a platy e Guppy. Con questo piccolo progetto fai-da-te ho creato un’interessante alternativa alle comuni sale parto commerciali. Dimostrazione che nell’acquariofilia, non sempre è necessario acquistare accessori specifici e costosi ma che, con un po’ di inventiva e scegliendo correttamente i materiali, è possibile realizzare soluzioni funzionali, economiche e facilmente modificabili in base alle proprie esigenze.

La semplicità del progetto permette inoltre di modificare facilmente il sistema in funzione della specie allevata, trasformando un accessorio nato per la gestione dei Poecillidi in una piccola e versatile struttura per la riproduzione di diverse specie di pesci d’acqua dolce offrendo così la possibilità di applicarla anche alla riproduzione di tutti quei pesci che disperdono le uova sul fondo.
Il principio costruttivo di questa piccola sala parto che racchiude efficacemente i pesci nella rete del portafrutta, può essere infatti sfruttato anche con alcune specie che non partoriscono avannotti vivi, ma disperdono le uova nell’ambiente, come numerosi Caracidi e diversi Ciprinidi. L’ampio separatore permette di sfruttare il comportamento naturale dei pesci, lasciando che le uova cadano sul fondo, creando contemporaneamente una zona nella quale gli adulti non riescono a raggiungerle facilmente. Tutto ciò in pochissimo spazio.
E voi? Che tipo di nursery utilizzate? Scrivilo nei commenti.

