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Creare un aquascape


Il termine aquascape è un neologismo che significa paesaggio acquatico, in termini acquaristici questa semplice definizione è dire tutto e nulla allo stesso tempo! L’aquascape è la forma più “naturale” di creare un paesaggio acquatico, ciò non significa creare un biotopo! che consiste invece nel rappresentare un ambiente acquatico con piante, pesci, legni e materiali di un determinato luogo geografico. Fare aquascaping (dal termine aquascape) significa creare, attraverso alcuni accorgimenti, dei veri e propri paesaggi acquatici come se stessimo osservando un panorama, il video condiviso è un ottimo esempio di ciò che è un acquascape.

Nelle due foto sottostanti (dal web) acquari naturale a confronto. Entrambi sono degli splendidi aquascape allestiti usando Vallisneria spiralis ma il vero biotopo è quello a destra con rocce e piante e pesci del luogo anche se nulla ha da togliere all’acquascape nella foto a sinistra.


Fatta questa importante premessa e dopo aver discusso, nei precedenti articoli su quali sono gli accessori e le considerazioni da farsi prima di decidere di mettere le mani in vasca. Visto anche cos’è un acquario naturale e chi è (o chi purtroppo era), Takashi Amano e la Aqua Design Amano (ADA), possiamo iniziare a vedere le varie fasi di allestimento un acquario naturale con materiali ADA.
La realizzazione di questo layout è da considerarsi una sorta di guida alle tecniche base che spero aiuti i lettori a comprenderne la realizzazione e stimoli la voglia di creare nuovi layout sempre più affascinanti.
FASE 1 – Progettazione dell’hardscape
Questa fase è la più delicata, la più lunga e la più importante di tutte. Se avete fretta di versare l’acqua in vasca lasciate perdere fin da subito questo tipo di realizzazione a meno che non abbiate esperienza e conoscenza del risultato finale. Il consiglio di tutti gli aquascapers è infatti quello di rilassarsi, di svuotare la mente di sviluppare le vostre idee su un foglio di carta e a luci spente, creare attraverso l’hardscape che consiste nel posizionare rocce e legni a secco al fine di trovare la giusta (composizione) posizione e/o capire bene come procedere per la realizzazione del vostro panorama acquatico; per fare ciò è importante provare e riprovare, in questo modo potrete affinare la vostra tecnica ed avere maggiore padronanza sull’utilizzo dei materiali a disposizione.
Proviamo dunque a capire quanto detto, attraverso alcuni piccoli esempi:
Iwagumi, Ryoboku o entrambi?
E’ la prima domanda da farsi quando si vuole allestire un nuovo acquario, nell’indecisione vanno provati entrambi.


L’acquario, come già scritto nei precedenti articoli, essendo rettangolare si adatta bene all’allestimento orizzontale ma alcune prove di hardscape con rocce laviche non mi hanno pienamente convinto. Le piccole dimensioni della vasca conferivano poca profondità ed ho optato dunque per l’acquario di tipo ryoboku dove la radice e i suoi piccoli steli diverranno il punto focale che nasconderà le piccole dimensioni della vasca.

La foto (sopra) rappresenta le prime prove di adattamento della radice senza aver inserito il fondo. Viste le dimensioni della vasca, la scelta della radice era già stata pianificata il layout invece in un primo momento dava l’idea di una vasca “quadrata” con un lato coperto dalla radice ed un lato libero. Rompendo alcuni pezzi e risistemandoli in maniera più armoniosa nelle fessure della radice ho disposto i legni in modo da avvicinarmi alle linee di forza della regola aurea come vedremo più avanti in questo articolo.
La necessità di tagliare i legni nasce anche dall’idea di volerci legare i muschi ed eventualmente rimuoverli nel caso la crescita non vada come previsto, difficile sarebbe stato rimuovere l’intera radice o le sue parti se fissate con fascette al corpo principale. Ci si rende conto di ciò solo durante le prove di hardscape.
Fase di prova costruzione dell’hardscape con i pezzi di radice tagliati

Una volta creato il giusto hardscape si potrà passare al posizionamento del fondo. Consiglio di fare qualche foto delle varie disposizioni per poi regolarsi meglio sulla disposizione più corretta degli arredi.
FASE 2 fondo e hardscape
Il protocollo di allestimento ADA per layout a lungo termine prevede la posa del fondo ADA – POWER SAND S, (fondo fertilizzato). Lo strato fertilizzato va sistemato solo dove andremo a sistemare le piante più esigenti e con maggiore apparato radicale come le Cryptocoryne, tale substrato dovrà essere totalmente coperto di terra (AQUA SOIL AFRICANA) per non disperdere i nutrienti in vasca e col tempo, favorire lo sviluppo delle alghe.

Dopo la posa del primo strato si può posare il secondo, ricoprendo interamente e con cura il primo strato anche ai lati del vetro.

FASE 3 La creazione del layout definitivo
Completato il fondo da 3-4 cm nella parte frontale a 9 cm o più, sul retro si possono sistemare il legni e le rocce, aggiunti successivamente per migliorare l’estetica della vasca dato che il layout aveva un aspetto “quadrato”.

per non incorrere in errori si possono disporre gli arredi secondo i punti di forza della regola aura:



FASE 4 Le piante
Giunti alla creazione del giusto hardscape si potrà passare alla sistemazione delle piante. Per “fissare” ciò che abbiamo costruito finora si può spruzzare dell’acqua con uno spruzzino o magari aggiungerne circa uno o due centimetri d’acqua in modo che si stabilizzi il fondo. Fatto ciò si possono iniziare ad inserire le prime piante.
Le piante saranno disposte nel seguente modo: vista la bella colorazione rossa delle foglioline, quando esposte a forte illuminazione, a rompere la “monotonia” verde sullo sfondo posteriore ho fissato la Cabomba furcata, come piante da livello medio ho utilizzato Hydrocotyle tripartita e Cryptocoryne beckettii, nelle contorte radici Lilaeopsis brasiliensis tra le rocce. Hemianthus Callitrichoides sul terriccio, completerà l’estetica con un folto prato.
Un vivo consiglio le pinze strette e lunghe ADA non sono una banalità, specie nelle piccole vasche la precisione nella semina è essenziale dato che tutte le piante del livello medio e posteriore andranno posizionate con cura e fino a raggiungere il primo strato fertilizzato.


Terminato il lavoro di piantumazione non resta che riempire l’acquario con acqua a bassa durezza (4-5°dGH) e montare il filtro ed il sistema di erogazione della CO2. Per la prima settimana irradiare almeno 10 ore di luce per far sviluppare le radici delle piante e facendo girare il filtro biologico effettuare 4 o 5 cambi d’acqua per poi ridurre anche a 8 ore di luce finché la vegetazione non avrà preso il proprio regime di crescita.
Termina qui il terzo capitolo sulla realizzazione di un acquario naturale, non appena i parametri chimici saranno stabili si potranno introdurre i pesci, le caridina e ci si potrà finalmente rilassare ed ammirare la vostra opera.
Come ogni opera che si rispetti, non dimenticate di darle un nome!
Revenge of nature

la scheda tecnica dettagliata la potrete leggere QUI
 

 
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