L'acquario naturale filosofia e storia e…

Anno nuovo acquario nuovo, pesci nuovi, articoli nuovi… dopo i 25000 visitatori e le 32000 visualizzazioni del blog (il doppio del 2016!) iniziamo il 2018 con una nuova categoria di articoli: “acquario naturale”, insieme al mio nuovo aquascape, un percorso tutto nuovo ci attende, che ci porterà a conoscere e comprendere i segreti e le problematiche di un acquario naturale o meglio conosciuti come “acquari Amano” o acquari in stile ADA!
Non so voi, ma toccare con mano una vasca ADA fa sempre un certo effetto. Il vetro extra-chiaro, il supporto per la lampada, i LED di un fenomenale bianco brillante… Costano tanto, lo capisco bene, ma nulla vale il detto “la classe non è acqua!” davanti ad una vasca del genere.
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Con l’occasione dell’allestimento di un acquario naturale in stile ADA, da AQdesign a Bari (potete leggerne il reportage QUI), non ho resistito alla tentazione di acquistare una, seppur piccola, vasca da 18 litri.
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ADA è l’acronimo di Aqua Design Amano dal maestro Amano Takashi: fotografo e naturalista giapponese che ha letteralmente sconvolto lo stile olandese di acquario di piante evolvendolo in una nuova concezione artistica e naturale.
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Un acquario naturale in stile Amano è difatti l’espressione più potente dell’allestimento di una vasca con regole, geometrie e cognizioni simili a quelle che madre natura ha creato e che ogni giorno siamo abituati ad osservare in ciò che ci circonda. Dunque non è un caso se restate a bocca aperta osservando acquari realizzati con questa tecnica.
Inseme ad un concetto tutto nuovo di allestimento occorreva però dare un nuovo stile agli acquari e ai suoi accessori; un abile scelta nel design di vasche, accessori e i rigidi protocolli di piantumazione e di arredamento dello stile olandase, fuso con l’arte giapponese, hanno portato nel 1982 alla creazione di ADA. Design di stile, eccellente qualità dei materiali ed un concetto tutto nuovo di realizzare un acquario che guidi l’osservatore ad immergersi con la mente dentro al panorama acquatico ricreato.
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Quando si approfondiscono i concetti chiave per realizzare un acquario del genere ci si accorge che dietro ad un design esclusivo di vasche e accessori c’è anche tanta tecnica; luci con un determinata potenza e un determinato spettro luminoso utile alla crescita delle piante, un eccellente substrato di terra in superficie che trattenga e scambi facilmente i nutrienti contenuti nel substrato di crescita ed in cui le radici sono libere di ancorarsi e di svilupparsi, un mirato protocollo di fertilizzazione .
Il resto lo realizza l’acquariofilo (o acquascaper: creatore di paesaggi acquatici) che dispone in modo naturale rocce (Iwagumi), legni (Ryoboku) o entrambi, per creare un un acquascape cioè un paesaggio acquatico.
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Amano da buon Giapponese ha unito l’acquariofilia in un modo unico con la filosofia del suo paese e alle più famose tecniche di composizione fotografica per mostrare come si possano realizzare delle vere opere d’arte con “erbacce” di fiume, pezzi di legno e sassi.
Realizzazioni di questo tipo ad un occhio poco esperto possono sembrare ripetitive, se realizzate da esperti però, sono tranquillamente paragonabili ad un dipinto, una scultura, una fotografia. Può sembrare banale quanto scritto ma sfido chiunque a fare una ricerca mirata sul web osservando bene le vasche realizzate da alcuni aquascaper e a cercare di comprendere lo stile e l’anima del compositore dentro ad una loro vasca. Non sarà difficile confrontare le vasche “banali” per quanto belle che siano, da quelle che hanno, nella loro semplicità o complessità, quel qualcosa che trasmette emozioni in noi.
Takashi Amano è scomparso all’età di 61 anni il 4 Agosto 2015 lasciando ai posteri la sua più grande opera presente presso L’oceanario di Lisbona “florestas submeras o forest underwater“. A noi piace pensare che ci sia anche la sua anima dentro a questa immensa opera d’arte sottomarina (potete leggere l’articolo QUI). Difficile da fotografare anche alle più moderne ottiche, da filmare ma certamente splendida da osservare da vicino in tutti i suoi particolari.
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La rivoluzione del mondo acquariofilo
Dalla nascita del “metodo ADA” molto è cambiato in campo acquariofilo, in nuovo stile alza il valore ornamentale e commerciale di un acquario. Nasce così un nuovo mercato in cui il ghiaietto policromo inerte e comune in molti acquari è sostituito da “speciali” fondi fertilizzati ad alta capacità di scambio che permette alle radici di diffondersi e alle piante di crescere sane ben diffuse e forti. Ma un terriccio con un valore aggiunto costa di più e questo spinge le aziende ad adattarsi alle nuove esigenze degli aquascaper che in controtendenza ai mercati classici, porta ad aumentare il valore tecnico ed estetico dei materiali utilizzati. Questo nuovo input spingerà le aziende concorrenti che finora si limitavano vendere i classico ghiaietto mono o policromo, la fluorite e il quarzo, a studiare nuovi protocolli di allestimento e nuovi materiali ed accessori perché un acquario meticolosamente allestito non può di certo peccare nell’estetica attraverso un orribile filtro interno, i tubi dove l’acqua passa non possono essere plasticosi e neri, il protocollo di fertilizzazione deve essere mirato e completo, l’illuminazione deve essere non soltanto efficiente ma anche esteticamente bella! Chi si sarebbe mai sognato di istallare una lampada alogena da 150 W su un acquario di 100 Litri! o di spendere centinaia di euro per delle sottilissime lampade led! Ovviamente tutto ciò purtroppo ha dei costi più elevati ma allo stesso tempo ha allargato la disponibilità di materiali e prodotti finora limitati dalla mancata concorrenza.
Ma! i pesci?
L’acquario naturale! Nulla di più positivo per comprendere come allevare i pesci.
Un acquario naturale deve essere equilibrato anche dal punto di vista della specie ittica allevata e deve rigorosamente guardare alle esigenze della vasca. Un aquascape ha bisogno di tanta pianificazione iniziale, le piante vanno disposte in relazione ai pesci che si vogliono utilizzare e viceversa questi nuovi concetti si riversano anche sugli allestimenti “normali” nella speranza di dar fine ai concetti di “fritto misto” e guardando ad un maggiore equilibrio delle specie in vasca. L’equilibrio delle specie allevate in una vasca simile si limita a prediligere le specie che aiutano l’acquario a ridurre la quantità di alghe senza rovinare le foglie come gli Otocilclus affinis (oggi riclassificati col nome di Macrotocinclus affinis) e a preferire pesci che a seconda della vasca allestita siano in equilibrio con la stessa.
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Il mondo nuovo: Le caridina!
Nonostante il protocollo di fertilizzazione mirato, lampade dallo spettro luminoso adatto allo sviluppo delle piante e non delle alghe è inevitabile che quest’ultime in un modo o in un altro non proliferino. Il limite sui pesci mangia alghe da utilizzare per un allestimento equilibrato è controproducente per questo tipo di allestimenti! occorre dunque un aiuto efficiente, poco evidente e costante. La curiosità di Takashi Amano di sofferma su alcune specie di Otocinclus e altre specie simili che non rovinino le piante e le sue foglie. Particolare curiosità è ricaduta anche su una specie di gamberetto la caridina multidentata un gamberetto di pochi centimetri che delicatamente strappa via le alghe dalla superficie di arredi e foglie. Anche per loro, nel giro di pochi anni, la curiosità e la passione degli acquariofili, ha decretato il successo a livello mondiale per questo grande gamberetto! A conseguenza di ciò caridina, neocaridina e specie affini sono diventati i protagonisti indiscussi delle nostre vasche piccole e grandi.

Termina qui la parte introduttiva di questa nuova grande categoria di articoli che possono essere sfogliati sulle pagine di questo blog selezionandone la voce “acquario naturale”.
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Felice Anno a voi tutti!

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