Cibo vivo

Allevare i Grindal in modo efficiente e pulito

L’approccio all’allevamento del cibo vivo per i pesci è estremamente importante: stimola l’istinto predatorio, migliora la crescita dei pesci, aiuta a variare l’alimentazione e soprattutto sono un ottimo stimolo per i riproduttori.

L’allevamento del vivo è una importantissima alternativa alimentare alla dieta dei pesci e supporta economicamente una corretta alimentazione che diverrebbe onerosa rispetto all’acquisto del vivo online.

I Grindal insieme a tante altre specie, possono essere un utile alternativa allo scopo.

Sono piccoli vermi bianchi, simili a lombrichi in miniatura, noti scientificamente come Enchytraeus buchholzi o molto probabilmente Enchytraeus albidus, simile ai primi ma di dimensioni più lunghe (10 e 40mm circa) Ampiamente diffusi in Europa e Australia (buchholzi prevalentemente in Europa) in zone “fermentative” come torbiere, aree palustri e zone umide: si nutrono di microrganismi e di composti organici in decomposizione. Il suo alto contenuto di proteico (50-60%) e la semplicità di allevamento, lo rendono un alimento utile, economico e facilmente utilizzabile per pesci di tutte le dimensioni e talvolta anche avannotti.

In allevamento si predilige gestire l’alimentazione con lievito e colture batteriche controllate (es. lattobacilli) in modo da evitare di introdurre eventuali patogeni in vasca. La gestione della coltura è relativamente semplice ma richiede una certa attenzione.

La tecnica di allevamento più comune è quella simile ai Panagrellus redivivus (microworm): fiocchi d’avena mescolati con latte intero oppure mescolati ad acqua e lievito di birra a formare un porridge molto denso dove possono crescere e alimentarsi. La coltura, per restare viva e riproduttiva deve essere ben areata in superficie ma occorre evitare che si creino zone anossiche che potrebbero far morire dopo poco tempo gli stessi Enchytraeus.

Oltre ad una attenta aerazione occorre evitare che insetti come i moscerini si introducano all’interno deponendo uova e contaminando la coltura. Lo sviluppo di odori eccessivi e la probabilità di putrefazione della miscela pastosa dopo un po’ di tempo di utilizzo può creare situazioni spiacevoli soprattutto se la coltura è gestita in ambito strettamente casalingo.

I “vermi” in questa coltivazione, si “arrampicano” in cerca di ossigeno sulle pareti del contenitore (una vaschetta di plastica) e sono facili da rimuovere in modo pulito, con un pennello o uno spazzolino. Il pasto va comunque ben lavato in acqua pulita per evitare una eccessiva introduzione di batteri o lieviti in acquario.

Una coltura di grindal su terriccio (fonte web)

Il primo metodo “a porridge” è stato negli ultimi anni sostituito da uno a substrato più “pulito” e gestibile come ad esempio torba o terriccio non fertilizzato (in pratica si è tornati in metodi “secondo natura”!) preventivamente sterilizzato in acqua calda. La coltura è mantenuta in umido all’interno di piccole o grandi vaschette di plastica sempre ben sigillate.

Anche l’alimentazione è sostituita da mangime per pesci, pezzi di frutta o alimenti estrusi per animali da compagnia tipo le crocchette per cani. Quest’ultimi alimenti sembrano essere di maggiore preferenza perché sono facilmente gestibili in zone diverse della vaschetta di coltura.

La raccolta verrà effettuata ponendo un supporto in plastica sul punto di coltura e raccogliendo i grindal adesi sotto di esso. La temperatura ideale di allevamento è intorno ai 20°C.

Oltre i 25°C lo sviluppo di batteri e lieviti può essere eccessivo. È vantaggioso preparare diverse vaschette di coltura piccole o grandi in modo da assicurarsi delle scorte in caso di perdita di una di essa.

Metodo a substrato inerte

Un metodo alternativo che riduce i fenomeni di fermentazione, arricchisce e mantiene un costante controllo della coltura si può avere sostituendo il substrato di torba con uno inerte come l’argilla. La coltura richiede un investimento iniziale più alto rispetto al semplice utilizzo della torba da sterilizzare ma la gestione ne risulta più semplice e con una maggiore durata nel tempo.

Il substrato ideale per questa coltura è il Seramis: argilla naturale, cotta ad alte temperature, nota per la sua elevata porosità e capacità di trattenere l’acqua e nutrienti in sostituzione dei terricci organici. Questo materiale inorganico, strutturalmente stabile, permette un controllo maggiore della coltura e riduce il bisogno di essere rinnovata dopo pochi mesi; può essere riutilizzato e come vedremo più avanti in questo articolo non presenta situazioni eccessive di putrefazione che possono compromettere il controllo della coltura.

La preparazione è semplicissima, occorre solo un corposo lavaggio iniziale del materiale in un secchio o attraverso un retino da cucina come nella foto.

Tale materiale, può essere direttamente utilizzato per una o più vaschette di plastica facendo attenzione che il tappo, forato ma ben sigillato con una stoffa o una rete finissima, permetta una buona aerazione alla coltura. Il substrato di coltura, steso uniformemente in una vaschetta di plastica (spessore di 4-5 cm) è pronto per essere utilizzato; basta semplicemente inoculare alcuni grindal nella nuova vaschetta, alimentare il substrato inerte e attendere 15-20 giorni che si sviluppi abbondantemente una nuova popolazione.

Il substrato inerte offre la possibilità di alimentare i Grindal con cibi arricchiti, aumentando le loro proprietà nutritive e mantenendo efficacemente il controllo della coltura. La sostituzione del substrato organico con quello inerte permette infatti di gestire ed evitare situazioni incontrollate di produzione alimentare. Batteri ed eventuali lieviti che si riproducono sul substrato organico diventano l’alimento finale per i Grindal; su substrato inerte, tali fenomeni si possono controllare in relazione all’umidità e al diretto apporto di cibo, che alimenta i vari processi di decomposizione.

Un alimento molto consigliato per nutrire i nostri Grindal è la pappa lattea in polvere, quella normalmente utilizzata per l’alimentazione dei neonati e che si trova nei comuni supermercati sugli scaffali per l’infanzia. Una confezione di pochi euro permette di alimentare e soprattutto arricchire di oligoelementi, vitamine e altri nutrienti i Grindal, che trasferiranno in modo efficace anche ai nostri pesci.

Una tipica tabella nutrizionale della pappa lattea in polvere.

Il procedimento è molto semplice: basta fare una spolverata di alimento sulla superficie umidificandola abbondantemente con un comune spruzzino d’acqua,

Per favorire la crescita abbondante dei Grindal conviene utilizzare un contenitore lungo e prelevare a giorni alterni da un lato o dall’altro e mantenendo sempre umida la superficie.

Nel caso in cui si sia ecceduto con l’alimentazione, si possono creare situazioni di putrefazione che restano comunque limitate alla zona di eccesso di cibo. In questo caso, è necessario evitare di continuare ad alimentare la coltura oppure intervenire eliminando l’acqua in eccesso sul fondo del materiale.

Preparare anche in questo caso un numero maggiore di vaschette può permettere di lasciar sviluppare o controllare l’una o l’altra sezione di allevamento e permettere la massima resa produttiva del vivo.

Come metodo alternativo “moderno”  di allevamento si utilizzano spugnette come substrato umido e al suo interno (forato) si introducono pellettato per animali domestici e sopra una semplice lastra di plexiglass. Non ho ancora sperimentato tale coltura ma credo che sia anch’essa valida e non mancherà modo di provare anche questa tecnica di allevamento e pubblicarla su questo sito.

Per concludere

I Grindal come ogni altro cibo vivo, oltre ad essere un nutrimento naturale, resta disponibile in acquario per molto tempo senza inquinare eccessivamente quelle vasche (esempio quelle di allevamento) dove non c’è filtro o il filtraggio non è tale da garantire efficacemente la riduzione dei contaminanti, soprattutto quando i pesci sono sensibili ai valori dell’acqua.

Sono di esempio alcuni secchi di acqua matura che utilizzo tutto l’anno per la raccolta di larve di zanzara di chironomus dal fondo e Daphnia magna in autunno e primavera. Una integrazione alimentare che favorisce a costo “zero” una alimentazione sana, economica ed efficiente delle numerose specie che ho in allevamento. Non è nemmeno escluso che, per alcune specie, si possa dare tutti i giorni alimento vivo. In estate tra produzioni in litri di artemia salina, larve di zanzara, grindal e mangime secco, a seconda delle esigenze…riesco ad alimentare circa 30 vasche in maniera totale autonomia senza l’ausilio eccessivo di alimenti “acquistati” … secondo natura ma anche allo stesso modo in cui osserviamo gli allevamenti del sud-est Asiatico e non solo.

E voi? Quale cibo vivo allevate? Qual’e’ la vostra esperienza in merito?

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