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I segreti della riproduzione di Ancistrus sp.

La riproduzione di molti Loricaridi è facile da ottenere in acquario. Gli Ancistrus sp. quando sono allevati secondo le esigenze alimentari della specie e idonee condizioni chimico-fisiche possono regalare tante soddisfazioni. Una famiglia, questa dei Loricaridi (Loricadae), di 1040 diverse specie in cui Ancistrus sp. si ritagliano una piccola fetta evolutiva. 75 specie e molte ancora descritte ma non classificate, che in un areale diversificato quale il continente Sudamericano, si sono adattati a vivere in ambienti diversi e talvolta anche estremi.

Apprescindere dalla loro adattabilità, ogni specie necessita di accorgimenti specifici e come ogni altro pesce nel nostro acquario è importante fornire loro un ambiente idoneo alla loro vita, Questo genere non va considerato “spazzino o pulitore” ed inserto erroneamente in acquari non idonei. I Loricaridi NON sono pesci accessori e/o di necessità!

Le condizioni chimico-fisiche generali per un corretto allevamento della specie sono:

  • Temperatura: 22–28°C;
  • pH: 6.0–7.5
  • °GH e °KH BASSI: Sebbene tollerano un ampio range di durezza, sarebbe preferibile che l’acqua sia molto tenera tipica degli ambienti di provenienza.
  • Vasca spaziosa minimo 60 litri, ricco di arredi cavi e legni dove “rosicchiare” la lignina e le alghe e tenersi nascosti durante le ore di luce.
  • Arredi diversificati e cavi: mezza noce di cocco forata, accessori specifici in terracotta o cavità naturali in legno o radici.

La coppia

In linea generale il dimorfismo sessuale della specie è abbastanza evidente:

  • Il maschio: ha tubercoli odontodi sul muso: strutture simili a tentacoli o corna che non hanno ancora una spiegazione evolutiva ben definita e che sono più pronunciati con l’età e/o il periodo riproduttivo.
  • La femmina: ha un addome più tondo soprattutto quando è gravida e non possiede i tubercoli pronunciati sul muso.

Sono ovipari, la femmina depone le uova in una cavità preparata dal maschio, avvenuta la fecondazione, la femmina è scacciata via e sarè il maschio a prendersi interamente cura della covata fino a quando i piccoli non abbandoneranno la tana.

Ancistrus sp. Maschio
Femmina di Ancistrus sp.

Per stimolare la riproduzione basta simulate le condizioni ambientali naturali con una serie di cambi d’acqua corposi, meglio se con acqua tenera e più fresca (2–3°C in meno) e variando l’apporto alimentare che a seconda delle abitudini alimentari delle specie, può essere di verdure fresche (zucchine, spinaci, cetrioli ecc) o alimenti proteici come chironomus, artemia e dafnie (vivi o surgelati).

L’acquario dedicato alla specie. 100 Litri, pH 6.8, GH 2 Conducibilità 56 microSiemens/cm, 24°C

La mia esperienza con Ancistrus sp.

Dovendo riallestire in fishroom una vasca dedicata ad alcune specie amazzoniche ho pensato di dedicare per alcuni mesi una vasca da 100 litri ad una coppia di Ancistrus sp. (probabilmente Ancistrus dolicopterus).

La mia esperienza con Ancistrus sp. è stata di curiosità, non sono pesci che ho mai acquistato e/o allevato, le abitudini notturne della specie non regalano talvolta grosse soddisfazioni visive, spesso sono difficili anche da fotografare. Le fasi riproduttive incuriosiscono molto l’acquariofilo. La semplicità con la quale è possibile allevare facilmente un cospicuo numero di pesci in poco tempo è allettante quando si possiedono molte vasche o c’è l’abitudine allo scambio con altri appassionati. Le particolari forme che ogni specie possiede, l’indole tranquilla in acquario di comunità rende la specie molto appetibile economicamente anche dal punto di vista commerciale.

Con l’occasione della riproduzione ho istallato una piccola webcam con visione notturna e motion detection perchè mi ha incuriosito vedere cosa accade durante le ore buie. Osservazioni che mi hanno fatto notare un particolare interessante: le ultime ore prima dell’accensione delle luci sono quelle di maggiore attività della coppia alle condizioni di illuminazione nella mia fishroom: accensione luci dalle 14:30 alle 21:00 spente per le successive ore con maggior parte delle attività di esplorazione della coppia tra le 9:00 e le 12:30. Non conosco se ci sono o quali siano le ragioni biologiche di questo aumento delle attività in questa fascia oraria.

La riproduzione si sviluppa in circa 20 giorni di attività incessanti del maschio fino alla libera uscita dei piccoli.

2 Giorni prima. Il maschio sceglie e pulisce una cavità buia e stretta. Nel mio caso ha preferito dapprima alcune fessure nei tronchi inseriti in acquario successivamente la cavità in terracotta precedentemente ignorata. Per alcuni giorni prepara la cavità, la ripulisce più volte incessantemente mentre la femmina (cinque volte in due giorni), entra, ispeziona la tana e scappa via quando non gradisce il nido di deposizione. Il maschio talvolta diventava aggressivo e cercava di trattenerla all’interno.

Giorno dell’accoppiamento: La femmina, sempre durante la fascia notturna, entra spontaneamente e quasi forzosamente nella tana, il maschio la trattiene all’interno. La femmina successivamente esce e rientra di coda e da qui il maschio la trattiene per alcuni minuti sul fondo della cavità dove probabilmente avviene la deposizione delle uova. Dieci minuti dopo, il maschio, rientra di coda per fecondare le uova e dopo pochi minuti scaccia via la femmina. L’accoppiamento dura circa 15 minuti.

La covata all’interno della cavità in terracotta.

Seguono 16 giorni di attività incessanti del maschio che scacciata tempestivamente la femmina dopo la fecondazione, ventila, pulisce e difende l’interno e talvolta l’esterno della tana fino a quando i pesci saranno pronti per uscire dalla tana alla ricerca di cibo.

Dalle ispezioni che ho effettuato posso dire che:

  • Le uova si sono schiuse in 4 giorni (a 24 °C)
  • I piccoli (larve) hanno consumato il sacco vitellino in altri 5-6 giorni restando sempre fermamente attaccati alle pareti con la ventosa boccale;
  • Dopo 16 giorni dalla deposizione i piccoli di 1,5 cm circa, escono liberamente per la vasca alla ricerca di cibo.

Qui di seguito un video che raccoglie in breve le fasi più importanti della riproduzione della coppia di Ancistrus sp.

Gestione dei piccoli

I piccoli Ancistrus usciranno dalla tana non appena avranno riassorbito il sacco vitellino in libera autonomia. Se non ci sono pericoli di essere predati rovisteranno in giro per l’acquario alla ricerca di cibo sul fondo e sugli arredi. Tuorlo d’uovo sbriciolato, naupli di artemia e mangime vegetale sono di ottimo supporto alla crescita. Utile anche integrare l’alimentazione inserendo degli arredi “sporchi” di alghe come rocce tenute in acqua sotto la luce del sole o altro.

Piccoli che ripuliscono alcune rocce piene di alghe.
Piccolo Ancistrus sp. di 15 giorni di vita. Misura 1.5 cm

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