Andinoacara pulcher o Acara Blu

Di tanto in tanto sul web ma anche nei negozi è possibile vedere e acquistare quelli che io preferisco chiamare “ciclidi medi” pesci cioè dalle dimensioni non eccessive come ad esempio Cleithracara maronii, Aequidens pulcher, Hemichromis bimaculatus ed alcune varietà di Geophagus. Questi ciclidi che anche in natura non raggiungono dimensioni eccessive (in genere 20 cm) non necessitano di vasche dalle dimensioni esagerate come per conspecifici grossi ciclidi quali Astronotus, Discus, Cichlasoma ecc.

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Hemichromis bimaculatus

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Cleithracara maronii 

Tutte queste specie vivono tranquillamente in gruppi e con le altre specie (eccezion fatta per gli Hemichromis bimaculatus!) ma sono considerati pesci di secondo ordine rispetto ad altri ciclidi come scalari, ramirezi, ecc.

Il motivo per cui sono spesso ignorati nelle vasche di comunità è forse dovuto alla poca letteratura e alla taglia di vendita; molti ciclidi infatti, sono esposti di dimensioni ridicole (2-3 cm appena) ed hanno un costo eccessivo che non stimola la curiosità dell’acquariofilo a conoscere qualcosa in più su di essi. Basterebbe vederli nei negozi di dimensioni più ragionevoli (almeno 5 cm) per iniziare ad apprezzarne meglio livrea, colori e carattere. 
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Ricordo gli apprezzamenti ai miei Geophagus brasiliensis esposti in una vasca biotopo al Salento Acquari 2013. Li acquistati di piccolissime dimensioni ed avevano un aspetto veramente ridicolo; col tempo si sono dimostrati spettacolari nei colori, nel carattere e nelle loro sfumature.
Tra le varie specie che ho allevato mi sono soffermato a dedicare quasi interamente una vasca agli Aequidens pulcher meglio conosciuti come Acara blu. Un pesce molto tranquillo che vive in gruppi finché la coppia non si isola per la riproduzione.
I primi Acara blu che ho allevato erano 2 maschi e una femmina ed una sola volta hanno provato a riprodursi ma senza successo dato che vivevano con altre specie dominanti.
Durante il periodo di riproduzione i colori divengono molto accesi e le striature delle pinne ed in particolare i bordi sono molto marcati Depongono le uova su una larga roccia piatta ben pulita dai genitori ed in contemporanea alla schiusa scavano una piccola buca nella sabbia come rifugio per i piccoli e dove, a turno, i genitori li trasportano. Se i piccoli sono minacciati vengono nascosti nella bocca di uno dei genitori. Per ciò che riguarda i coinquilini, se sanno stare al proprio posto, durante questi periodi amorosi, normalmente non corrono pericoli. Gli Acara in genere tendono principalmente a cacciare via solo chi li disturba, evitano di attaccare inutilmente chi è nei paraggi come ad esempio fanno i scalari che spesso inseguono, attaccano e mettono all’angolo i coinquilini. L’esperienza vissuta mi ha fatto veder coabitare tranquillamente questa specie con Garra rufa, Gyrinocheilus aymonieri e Puntius Ticto.  Purtroppo, la scorsa primavera, un attacco di ictioftiriasi ha ucciso due adulti e non ho ancora alcuna esperienza circa l’accrescimento dei piccoli che spero di poter documentare al più presto.
Attenzione va fatta alle condizioni di allevamento di questa specie, in particolare alla temperatura sopra i 25°C e a pH 5,0 – 6,0. Diciamo che andrebbero allevati come i S. discu, acque acide e alte temperature ma sono comunque dei pesci che si adattano molto bene alle condizioni “classiche” dei nostri acquari (25°C e pH neutro). Ideale e fornire loro molti nascondigli e una folta vegetazione. D’obbligo è l’uso della sabbia fine come fondo dato che, pur occupando la zona centrale della vasca, sono soliti rovistare, scavare, mangiare e sputare attraverso le branchie la sabbia in cerca di cibo ecc.

Un post condiviso da Alessandro Crudo (@acquariofilo) in data:

 
Col restyling del mio 140 litri (appositamente pensato per ospitare questa specie) gli Andinoacara hanno mostrato si da subito minor nervosismo e maggiore tranquillità. Oggigiorno nonostante le temperature siano alte pesci non sembrano soffrire minimamente nemmeno la carenza di ossigeno. Non amano la corrente eccessiva e prediligono le zone d’acqua calma anche se esposte alla luce diretta dei neon


Accettano senza problemi sia cibo vivo che mangime in scaglie meglio se in granuli, ancor meglio è fornire loro del cibo vivo o congelato come le classiche larve rosse di chironomus. Non tollerano gli sbalzi di temperatura ma per ovviare ciò basta tenere acceso sempre un termoriscaldatore soprattutto nei periodi primaverili e/o autunnali in modo da evitare gli sbalzi di temperatura tipici di queste stagioni.


Un pensiero riguardo “Andinoacara pulcher o Acara Blu

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